Come dimostrare un prestito

Come dimostrare un prestito Mutui tra privati: quali prove per dimostrare la consegna del denaro e l'entità, la natura del prestito e non della donazione. I limiti alla testimonianza. Anche se non è più possibile fare prestiti in contanti oltre una certa soglia (con la legge di bilancio 2020 l'importo massimo consentito è di 2.000 euro fino al 2021, per poi scendere a mille euro), avviene spesso che, specie nell'ambito di rapporti di amicizia e parentela, ci si aiuti a vicenda senza mettere nulla per iscritto. Ma è proprio quando non viene redatto un documento che stabilisca l'importo del prestito e i tempi di restituzione che si verificano i principali problemi e gli equivoci tra le parti. Ecco che allora chi vuol ottenere indietro le somme anticipate deve ricorrere a un giudice. Di qui il quesito di carattere legale: come dimostrare un prestito se non è mai stato siglato un contratto? Posto che la tua "parola" non ha alcun valore nel processo civile e che la testimonianza - come vedremo a breve - è soggetta ad alcuni limiti, il compito è tutt'altro che semplice. Non possedere elementi certi che avvalorino l'avvenuta consegna dei contanti rende impossibile tutelare il proprio credito. I problemi permangono anche laddove si riesca a dimostrare il passaggio del denaro: in tal caso bisognerà anche provare che esso è stato concesso a titolo di mutuo e non di donazione. Difatti, nel dubbio, secondo la Cassazione prevale la finalità altruistica. Insomma, avrai capito che la questione è molto più delicata di quanto non appaia. Tuttavia, una recente sentenza della Corte di Appello di Napoli affronta il problema e prova a spigare come dimostrare un prestito. Di tanto parleremo qui di seguito. Leggi quindi questi brevi chiarimenti che potrebbero risolvere il tuo problema legale. Indice * 1 Cosa bisogna dimostrare per la restituzione di un prestito? * 2 Come dimostrare un prestito se eseguito con bonifico o assegno? * 3 Come dimostrare un prestito se eseguito in contanti? * 4 Somma di denaro in prestito o in regalo? * 5 Approfondimenti Cosa bisogna dimostrare per la restituzione di un prestito? Partiamo da una premessa: il mutuo - ossia il prestito di una somma di denaro - non è un contratto riservato solo alle banche. Chiunque può dare in prestito dei soldi a un'altra persona, con due soli limiti: * l'attività non deve essere svolta a livello professionale ossia continuativo e nei confronti di chiunque; ai privati è consentito prestare denaro solo occasionalmente. Negli altri casi bisogna essere un istituto di credito; * il saggio di interessi non può superare il limite dell'usura (fissato da decreto ministeriale). Rispettando questi paletti, è possibile concludere un mutuo, ossia un prestito tra privati. Non è necessario un contratto scritto, ben potendo l'accordo essere stipulato verbalmente. Di certo, la presenza di una scrittura privata servirà a dimostrare, nel caso di contestazione, i termini dell'iniziale accordo e, in particolare: * la somma data in prestito; * l'eventuale previsione di interessi (mutuo a titolo oneroso); * il termine per la restituzione della somma. Le eventuali contestazioni infatti che potrebbe sollevare la parte mutuataria possono infatti concernere: * l'esistenza del contratto: egli infatti potrebbe sostenere di non aver mai ricevuto alcuna somma; * l'importo ricevuto: egli infatti potrebbe affermare di aver ricevuto una somma inferiore rispetto a quella pretesa dal mutuante; * la natura del contratto: egli ad esempio potrebbe sostenere che il denaro ricevuto gli è stato regalato e non dato in prestito; * l'onerosità del contratto: egli potrebbe eccepire la mancata previsione di interessi; * i tempi per la restituzione del mutuo: egli potrebbe sostenere che il termine per il rimborso è più lungo di quanto preteso dal mutuante. Tutte queste contestazioni possono essere agevolmente superate con la presenza di una scrittura privata sottoscritta al momento della consegna dei soldi. Se ciò non è avvenuto, bisognerà ricorrere ad altre prove. Vediamo quali sono. Come dimostrare un prestito se eseguito con bonifico o assegno? In assenza di un contratto scritto, è facile dimostrare l'esistenza dello scambio del denaro se esso è avvenuto con strumenti tracciabili: basterà consegnare la copia dell'estratto conto bancario da cui risulta lo spostamento del denaro. Questo però può solo provare che c'è stato il passaggio di denaro. Resteranno ancora irrisolti i problemi relativi: * alla "natura" del contratto (donazione o mutuo) * all'eventuale previsione degli interessi * ai termini per la restituzione del denaro. Per questi punti, se non sussistono altri documenti che avvalorino la tesi del mutuante (ad esempio scambio di email), non resta altro che una soluzione: la testimonianza. Di tanto parleremo nel paragrafo successivo. Ricordiamo comunque che per somme a partire da 3.000 euro al 31 dicembre 2019 e da 1.000 euro a partire dal 1° gennaio 2020 resta obbligatorio usare sempre strumenti tracciabili anche per i prestiti e le donazioni, non solo per gli acquisti. Come dimostrare un prestito se eseguito in contanti? Le cose si complicano se il prestito è stato eseguito senza strumenti tracciabili. In questo caso bisognerà anche provare che c'è stata la consegna del denaro e l'importo erogato. Come si fa se non ci sono documenti? Il Codice civile stabilisce il divieto di utilizzare i testimoni come fonte di prova quando il credito controverso supera l'importo di 2,58 euro. Tuttavia, il giudice può ammettere ugualmente la prova testimoniale se esistono elementi (ad esempio la parentela tra le parti) che giustificano il pagamento anche di ingenti somme senza formale documentazione. Il tetto dei 2,58 euro è lo stesso che aveva fissato il legislatore del 1942 quando scrisse il Codice civile. Tale valore non è mai stato aggiornato perché si è sempre fatto affidamento della "deroga" che consente al giudice di superare il tetto tutte le volte in cui le circostanze del caso facciano ritenere verosimile che le parti non abbiano voluto/potuto concludere un contratto scritto.