Filmare la vicina nuda dalla finestra è reato? Spiare in direzione di una finestra senza tende non è violazione della privacy se l’acquisizione delle immagini avviene senza particolari espedienti.

"Spiare in direzione di una finestra senza tende non è violazione della privacy se l'acquisizione delle immagini avviene senza particolari espedienti". Cass. sent. n. 372/19 del 8.01.2019. Non si può impedire all'occhio sfuggente e "naturalmente" attirato dalle grazie femminili di guardare la giovane dirimpettaia che, proprio davanti alla finestra del proprio appartamento, passa in abiti succinti. Ma se lo sguardo indiscreto diventa volontario e insistente, si ripete tutti i giorni tanto da apparire una forma di stalking, si può parlare di illecito penale? E se al posto dell'occhio dovesse esserci una telecamera, filmare la vicina nuda dalla finestra è reato?La risposta è stata fornita dalla Cassazione poche ore fa [1]. Abbiamo spiegato in un precedente articolo che spiare il vicino di casa che spia in direzione della finestra del dirimpettaio non commette reato se lo fa da casa propria. Difatti, il reato di molestie si può verificare solo se commesso in un luogo pubblico o aperto al pubblico (si pensi al marciapiede adiacente, al terrazzo condominiale, al ramo di un albero). Al contrario,  non è reato spiare dal proprio balcone in direzione del balcone della vicina. Colpa di quest'ultima se non è in grado di tutelare la propria privacy o non si è dotata di tende. Chi sale su un albero, non può spiare la vicina Sulla scorta di tali principi la Suprema Corte pronuncia l'assoluzione piena anche per chi usa la fotocamera per scattare foto o realizzare dei video. È vero: il luogo ripreso è la privata dimora della vittima ma il reato di interferenza illecita nella vita privata altrui - per come disegnato dal codice penale [2] - si consuma solo quando la condotta è indebita ed il video del guardone è girato con particolari espedienti. Sì al penale, quindi, se il responsabile si avvale ad esempio di un drone o posiziona la fotocamera sul cornicione dell'edificio o sul lastrico solare in modo da sfruttare una migliore angolatura. Invece, se si limita ad affacciarsi dal proprio terrazzo non commette alcun crimine. Questo è dunque il succo della sentenza di oggi; non può essere punito per violazione della privacy il guardone che senza particolari espedienti fa foto e video alla vicina nuda all'interno della sua abitazione facilitato dall'assenza di tende. E non conta neanche se la parte offesa è ancora minorenne. Per non commettere reato bisogna spiare da un luogo privato e senza particolari accorgimenti La vicenda vede incriminato un uomo che era stato denunciato dalla vicina per averle fatto foto e video nuda, mentre usciva dalla doccia all'interno del bagno della sua abitazione. Il quesito che sorge spontaneo è se sia configurabile o meno il reato di interferenza illecita nella vita privata altrui. La risposta della Cassazione è secca: assolutamente no visto che per tale illecito non basta che la condotta "abbia a oggetto immagini che riguardino atti che si svolgano in uno dei luoghi "privati" (e, dunque, l'abitazione o altro luogo di privata dimora o le appartenenze di essi), ma è anche necessario che tale condotta sia posta in essere indebitamente". Cosa significa "indebitamente"? Vuol dire tentare di vincere eventuali ostacoli con vari espedienti. Ma se la vittima non ha frapposto alcun ostacolo, ossia si è avvicinata dalla finestra senza badare a chiudere prima del tende o la saracinesca significa che ha accettato il rischio che terzi potessero osservarla. E ciò nonostante non si è scostata di lì. Nel caso analizzato dalla terza sezione, l'aspetto particolare è che la donna non aveva fatto nulla per evitare al guardone di osservarla completamente nuda; infatti, il bagno, teatro di riprese e foto, era privo di finestre oscurate o tende, mentre dall'altro lato l'imputato senza particolari espedienti era riuscito a riprenderla. Se, dunque, l'azione, "pur svolgendosi in luoghi di privata dimora, possa, come nel caso in esame, essere liberamente osservata dagli estranei, senza ricorrere a particolari accorgimenti, non si configura una lesione della riservatezza del titolare del domicilio". In sintesi non si configura alcun reato di violazione della privacy quando non sono stati "ripresi comportamenti della vita privata sottratti alla normale osservazione dall'esterno, posto che la tutela del domicilio è limitata a ciò che si compie nei luoghi di privata dimora in condizioni tali da renderlo tendenzialmente non visibile a terzi".