Omicidio stradale: ultime sentenze

Omicidio stradale: ultime sentenze Omicidio stradale e lesioni stradali gravi o gravissime; guida in stato di ebbrezza; revoca della patente; mancato uso delle cinture di sicurezza; animali sulla strada; omicidio colposo; concorso colposo di terzi. Se un incidente stradale è provocato da un animale fuggito dal recinto e provoca la morte del conducente, è responsabile il proprietario che ne aveva l'obbligo di custodia? In quali casi ricorre l'omicidio colposo? Quali sono le sanzioni previste per l'omicidio stradale? Il mancato uso delle cinture di sicurezza della vittima può escludere il nesso di causalità tra la condotta del conducente e l'evento? La guida in stato di ebbrezza è un'aggravante nel caso di omicidio stradale. Per conoscere le ultime sentenze sull'argomento e trovare le risposte alle precedenti domande continua a leggere questo articolo. Indice * 1 Revoca della patente di guida * 2 Guida in stato di alterazione psicofisica e sospensione della patente * 3 Attenuante del concorso colposo di terzi: quando sussiste? * 4 Differenza tra revoca e sospensione della patente di guida * 5 Bilanciamento tra circostanze di segno opposto per omicidio e lesioni stradali * 6 Inibizione al conseguimento di nuova patente di guida * 7 Omicidio stradale: la guida in stato di ebbrezza è un'aggravante * 8 Incidente mortale causato da animale incustodito: è omicidio colposo * 9 Omicidio colposo e guida in stato d'ebbrezza * 10 Modalità disattente del pedone: possono attenuare la responsabilità del conducente? * 11 Incidente mortale o con feriti e guida sotto effetto di alcol o droga * 12 Sentenza di patteggiamento in caso di omicidio colposo * 13 Mancato uso della cintura di sicurezza da parte della vittima * 14 Omicidio stradale: quale legge va applicata? Revoca della patente di guida Secondo la previsione dell'art. 222 C.d.S., la sanzione amministrativa accessoria che, conseguente al reato di cui all'art. 589-bis cod. pen. viene disposta dal giudice, è la revoca della patente di guida. Tale sanzione non conosce modulazione temporale, diversamente dalla inibizione al conseguimento di (nuova) patente di guida, che ha durata differente a seconda che si tratti di omicidio stradale di cui rispettivamente all'art. 589-bis c.p., comma 1, ai commi 2, 3 e 4, o al comma 5 ed è disposta per il caso specifico con provvedimento del prefetto. Cassazione penale sez. IV, 28/11/2018, n.5071 Guida in stato di alterazione psicofisica e sospensione della patente Le ipotesi di guida in stato di alterazione psicofisica dalle quali siano derivate lesioni o omicidio rientrano nelle fattispecie contemplate dall'art. 222 commi 2 e 3 C.d.S., in relazione alle quali il provvedimento della sospensione provvisoria della patente deve essere adottato dal prefetto previa valutazione della sussistenza di fondati elementi di una evidente responsabilità; viceversa, quando dallo stato di alterazione non derivino reati, il provvedimento sospensivo della patente integra ex art. 223 comma 1 C.d.S. un atto dovuto privo di discrezionalità. Cassazione civile sez. VI, 21/11/2018, n.30150 Attenuante del concorso colposo di terzi: quando sussiste? In tema di omicidio stradale, la circostanza attenuante ad effetto speciale di cui all'art. 589-bis, comma settimo, cod. pen., che fa riferimento all'ipotesi in cui l'evento non sia esclusiva conseguenza dell'azione od omissione del colpevole, ricorre nel caso in cui sia stato accertato un comportamento colposo, anche di minima rilevanza, della vittima o di terzi, o qualunque concorrente causa esterna, anche non costituita da condotta umana, al di fuori delle ipotesi di caso fortuito o forza maggiore. (Fattispecie in cui la S.C. ha annullato con rinvio la sentenza impugnata che non aveva riconosciuto l'attenuante in relazione ad un incidente stradale al quale aveva concorso anche l'attraversamento della carreggiata da parte di animali selvatici). Cassazione penale sez. IV, 07/11/2018, n.54576 Differenza tra revoca e sospensione della patente di guida La revoca della patente di guida ricorre in ipotesi di "omicidio stradale" e '"lesioni persona stradali gravi o gravissime", mentre la sospensione opera per gli altri casi, pure previsti dal codice della strada, in cui si verificano danni alla persona. Cassazione penale sez. IV, 06/11/2018, n.1493 Bilanciamento tra circostanze di segno opposto per omicidio e lesioni stradali È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in relazione agli artt. 3 e 27 Cost., dell'art. 590-bis cod. pen., nella parte in cui prevede il divieto di bilanciamento tra circostanze di segno opposto per i reati di omicidio e lesioni stradali, in quanto gli effetti sanzionatori che ne derivano non violano i principi di ragionevolezza e proporzionalità, in considerazione della particolare pericolosità delle condotte integranti le circostanze aggravanti in relazione alle quali il divieto è previsto. Cassazione penale sez. IV, 18/10/2018, n.49919 Inibizione al conseguimento di nuova patente di guida Secondo la previsione dell'art.222 cod. strada, la sanzione amministrativa accessoria che, conseguente al reato di cui all'art.589-bis c.p. viene disposta dal giudice, è la revoca della patente di guida. Tale sanzione non conosce modulazione temporale, diversamente dall'inibizione al conseguimento di (nuova) patente di guida, che ha durata differente a seconda che si tratti di omicidio stradale di cui rispettivamente al comma 1, ai commi 2, 3 e 4, o al comma 5 dell'art.589-bis c.p. ed è disposta per il caso specifico con provvedimento del prefetto. Cassazione penale sez. IV, 16/10/2018, n.1791 Omicidio stradale: la guida in stato di ebbrezza è un'aggravante La condotta di guida in stato di ebbrezza alcolica costituisce circostanza aggravante dei delitti di omicidio stradale e di lesioni stradali gravi o gravissime, dovendosi conseguentemente escludere, in applicazione della disciplina del reato complesso, che gli stessi possano concorrere con la contravvenzione di cui all'art. 186 cod. strada. Cassazione penale sez. IV, 10/10/2018, n.50325 Incidente mortale causato da animale incustodito: è omicidio colposo Correttamente viene fondata la responsabilità per il reato di omicidio colposo, sotto il profilo della responsabilità omissiva colposa ex articoli 40, comma 2, e 589 del Cp, a carico della proprietaria di un allevamento di bovini, in una fattispecie in cui uno degli animali sia risultato essersi spostato liberamente dal recinto ove avrebbe dovuto essere custodito, recandosi senza controllo sulla sede stradale, così da determinare un incidente stradale con decesso di un automobilista (nella specie, la Corte ha ritenuto l'addebito esattamente e congruamente argomentato sia sulla valorizzazione della posizione di garanzia gravante sull'imputata e imponente l'obbligo di custodia dell'animale, sia sui profili della colpa, ricondotti alla mancanza di diligenza nel governo dell'animale che aveva potuto raggiungere la sede viaria). Cassazione penale sez. IV, 18/09/2018, n.52122 Omicidio colposo e guida in stato d'ebbrezza In tema di omicidio colposo, in relazione alla formulazione dell'art. 589 cod. pen. come risultante dal d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv. in legge 24 luglio 2008, n. 125 - anteriore all'introduzione, ex art. 1, comma 1 e 2, legge 23 marzo 2016, n. 41, delle nuove fattispecie autonome dell'omicidio stradale e delle lesioni personali stradali gravi e gravissime - è configurabile il concorso materiale tra l'omicidio colposo qualificato dalla circostanza aggravante della violazione di norme sulla circolazione stradale, quando detta violazione dia di per sé luogo ad un illecito contravvenzionale, e le contravvenzioni di guida in stato di ebbrezza o sotto l'influenza di sostanze stupefacenti. Cassazione penale sez. IV, 20/06/2018, n.32221 Modalità disattente del pedone: possono attenuare la responsabilità del conducente? In tema di omicidio stradale, le modalità disattente del pedone nell'attraversamento stradale non sono concausa dell'evento né attenuano la responsabilità penale del conducente ma possono essere considerate nella graduazione della responsabilità. (Nel caso di specie, si trattava di un conducente in stato di ebbrezza alcoolica e in stato di alterazione psicofisica da assunzione di sostanze stupefacenti il quale andava a velocità superiore a quella consentita dal codice della strada in quel tratto di strada e non si rendeva conto dell'attraversamento del pedone che investiva). Tribunale Napoli Nord sez. I, 08/06/2018, n.934 Incidente mortale o con feriti e guida sotto effetto di alcol o droga In seguito all'introduzione della legge sull'omicidio stradale, pena la violazione del principio del "ne bis in idem", non si può più aderire all'interpretazione secondo la quale si ha concorso di reati e non reato complesso in caso di omicidio colposo qualificato dall'aggravante della violazione delle norme sulla circolazione stradale, se questa violazione fa già scattare un illecito contravvenzionale. Questa lettura è fornita dalla Cassazione che spiega come la legge 41/2016 abbia introdotto un reato complesso, che quindi ne assorbe altri, cioè quelli relativi alle aggravanti, ovvero la guida in stato di ebbrezza (articolo 186 del Cds) e guida sotto effetto di droghe (articolo 187 del Cds), che quindi non vanno contestati separatamente al conducente. In sostanza, colui che causa un incidente mortale o con feriti mentre guida sotto effetto di alcol o droga ora risponde solo di omicidio stradale, sia pure nella misura aggravata prevista proprio nei casi diabuso di alcolici o alterazione da stupefacenti. Cassazione penale sez. IV, 29/05/2018, n.26857 Sentenza di patteggiamento in caso di omicidio colposo In caso di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale, con la sentenza di patteggiamento il giudice deve comunque applicare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida prevista dall'art. 222 cod. strada, in quanto il divieto di cui all'art. 445, c. proc. pen., di carattere eccezionale, è limitato alle sole pene accessorie ed alle misure di sicurezza diverse dalla confisca obbligatoria. Cassazione penale sez. IV, 23/05/2018, n.29179 Mancato uso della cintura di sicurezza da parte della vittima In tema di omicidio colposo conseguente a sinistro stradale, il mancato uso, da parte della vittima, della cintura di sicurezza non vale di per sé a escludere il nesso di causalità tra la condotta del conducente di un'autovettura - che, violando ogni regola di prudenza e la specifica norma del rispetto dei limiti di velocità, abbia reso inevitabile l'impatto con altra autovettura sulla quale viaggiava la vittima - e l'evento, non potendo considerarsi abnorme né del tutto imprevedibile il mancato uso delle cinture di sicurezza. (Nella specie, è stato dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, sul rilievo che risultava accertata la "causalità della colpa", intesa come introduzione, da parte del soggetto agente, del fattore di rischio poi concretizzatosi con l'evento, essendosi ricondotto l'incidente alla velocità eccessiva tenuta dall'imputato che gli aveva impedito di controllare il veicolo e di evitare l'impatto con quello guidato dalla vittima; mentre, in questa prospettiva, al comportamento colposo di quest'ultima - per il mancato allaccio delle cinture di sicurezza - non poteva attribuirsi carattere eccezionale e imprevedibile, in ossequio al principio secondo il quale l'utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente altrui purché questo rientri nel limite della prevedibilità). Cassazione penale sez. IV, 26/04/2018, n.24379 Omicidio stradale: quale legge va applicata? Saranno le Sezioni unite a decidere se, in caso di omicidio stradale, vada applicata la pena in vigore al momento della condotta o dell'evento, ovvero la legge in vigore il giorno dell'incidente o quella della morte del pedone avvenuta successivamente. A rimettere la questione è la quarta sezione che si è trovata alle prese con l'investimento di un pedone, avvenuto prima dell'introduzione delle norme sull'omicidio stradale (legge 41/2016, articolo 589-bis), diventate però operative al momento della morte dell'uomo. Il supremo consesso dei giudici di legittimità dovrà dunque decidere se "a fronte di una condotta interamente posta in essere sotto il vigore della legge penale più favorevole di un evento intervenuto nella vigenza di una legge penale più sfavorevole, debba trovare applicazione il trattamento sanzionatorio vigente al momento della condotta, ovvero quello vigente al momento dell'evento". Cassazione penale sez. IV, 05/04/2018, n.21286