Rubare senza accorgersene: è reato? Rubare senza volerlo: è furto? Il cleptomane commette reato? Esiste il furto involontario?

  Il furto è, con ogni probabilità, il reato più antico del mondo: poiché l'erba del vicino è sempre più verde, l'uomo ha sempre pensato si arricchirsi a spese degli altri quando, nonostante gli sforzi, non ha ottenuto in modo lecito quello che desiderava. Perché affannarsi tanto se è possibile rubare? Allo stesso tempo, però, il furto è stato avvertito costantemente come una condotta illecita da reprimere: a seconda degli ordinamenti e dei tempi, per il furfante che si è appropriato di una cosa altrui sono state previste le pene più disparate, a partire da quelle corporali (fustigazione o taglio delle mani) per finire con quelle detentive. Oggi, in Italia così come nel resto dei Paese d'Occidente, rubare è punito con la detenzione ed, eventualmente, con una multa. A ben vedere, però, il furto non è un reato così scontato; per farti capire quello che voglio dire, farò alcuni esempi. Prendiamo il caso di chi, durante una giornata piovosa, abbia trovato ristoro in un pub; bevuta la sua bibita, paga e va via, prendendo l'ombrello che aveva lasciato all'ingresso al momento di entrare. Tornato a casa, si rende conto di aver preso l'ombrello di un'altra persona. Considera quest'altra ipotesi ancora: un ragazzo, per costruire una casetta di legno per animali, prende un piccolo asse di legno da un cantiere aperto e lo utilizza per la realizzazione della sua costruzione. Ancora: Tizio entra in un supermercato e, preso dall'irrefrenabile e inconscio impulso di rubare, afferra delle barrette di cioccolato e le porta via senza pagare. Si configura un furto in tutte e tre le ipotesi? Astrattamente, sì: in tutti i casi sopra esposti, viene integrata la condotta tipica del furto, che consiste nello spossessamento di un bene altrui al fine di trarne un vantaggio. Questo dal punto di vista meramente oggettivo. Il problema, però, è che nel diritto penale non conta solamente l'azione, ma anche il pensiero; in questo ambito c'è molta più psicologia di quanto tu possa credere. Ogni reato che si rispetti consta di un elemento oggettivo (equivalente alla condotta concretamente posta in essere) e di uno soggettivo, che fa riferimento all'intenzionalità dell'autore del fatto. Hai mai sentito parlare di dolo e di colpa? Scommetto di sì; ebbene, dolo e colpa sono proprio gli elementi soggettivi del reato, quelli da ricondurre alla sfera psicologica del soggetto. Ora, normalmente il diritto penale punisce soltanto le condotte dolose, cioè quelle commesse con la precisa e consapevole volontà di commettere un reato; le altre, cioè le azioni colpose, sono punite solamente quando la legge lo preveda espressamente. Ebbene, il furto è punito esclusivamente a titolo di dolo; vuol dire, in pratica, che non esiste il furto colposo, cioè il furto non voluto ma realizzato ugualmente. Nella realtà ciò potrà tranquillamente avvenire (prendi il caso, sopra citato, dell'ombrello scambiato per il proprio), ma nella realtà giuridica l'episodio non potrà costituire reato. Quello che ti ho detto finora è il preambolo a ciò di cui voglio parlarti: rubare senza accorgersene è reato? Indice * 1 Rubare: cosa dice la legge? * 2 Quando è furto? * 3 Rubare senza rendersene conto: è reato? Rubare: cosa dice la legge? Per capire se rubare senza accorgersene è reato ti spiego brevemente cos'è il furto e come è punito dalla legge. Il codice penale punisce il furto con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 a 516 euro; il delitto consiste nello spossessamento di una cosa mobile ai danni di chi la detiene, al fine di trarne un profitto per sé o per gli altri [1]. Il delitto è punibile a querela della persona offesa solamente quando non sia aggravato oppure quando sia di lieve entità o cagioni un danno minimo. Quando è furto? Il furto si configura quando una persona, consapevolmente, cioè con coscienza e volontà, decide di prendere una cosa che sa di essere di altri, al fine di avvantaggiarsene; non importa se il beneficio che il ladro trae dal bene rubato sia economico (furto di gioielli, di danaro, ecc.) oppure di diverso tipo (furto di una televisione ad alta definizione per il semplice gusto di poter vedere i film in hd, ad esempio) ovvero ancora sia per sé o per altri (furto di una collana da regalare alla moglie). L'elemento soggettivo del furto è il dolo: la sottrazione deve essere consapevole e volontaria, e il fine deve essere quello di trarre un vantaggio illecito dalla cosa depredata. Ora hai gli elementi per comprendere meglio se rubare senza accorgersene è reato. Rubare senza rendersene conto: è reato? In linea di massima, rubare senza accorgersene non è reato poiché difetta l'elemento soggettivo della fattispecie, ovverosia il dolo. Chi ruba senza rendersene conto non è intenzionato a commettere un ladrocinio; pertanto, non esistendo nel nostro ordinamento il furto colposo, cioè quello compiuto per mera disattenzione o imprudenza, la sottrazione inconsapevole di una cosa altrui non costituisce reato. Riprendendo gli esempi fatti sopra, possiamo quindi dire che non commette furto chi, per mero errore, si appropria dell'ombrello altrui, o di qualsiasi altro oggetto. Al contrario, il ragazzino che sottrae oggetti da un cantiere potrebbe rispondere del reato, poiché egli sa che si tratta di cose non proprie. In un'ipotesi come questa, la partita sulla presenza o meno del dolo andrebbe giocata in tribunale. Diverso è il caso del cleptomane, cioè della persona che soffre di una tendenza impulsiva al furto. Secondo la giurisprudenza, il cleptomane risponde o meno del reato a seconda del grado dell'infermità: se la patologia si presenta di consistenza, intensità e gravità tali da incidere concretamente sulla capacità di intendere o di volere, e si pone altresì in diretto collegamento con la condotta criminosa, allora il delitto potrebbe escludersi [2]. Di conseguenza, il cleptomane occasionale, che soffre di un disturbo lieve, risponderà del reato di furto. note [1] Art. 624 cod. pen. [2] Cass., sent. n. 17086 del 15.04.2013.