Se la moglie si licenzia va mantenuta?

Se la moglie si licenzia va mantenuta? Dimissioni volontarie e assegno di divorzio: se il coniuge rinuncia al lavoro per tornare a vivere dal padre e dalla madre cosa può pretendere? Da quando vi siete separati, stai versando alla tua ex moglie un assegno di mantenimento di poche centinaia di euro. Lei ha infatti un lavoro che l'ha resa sino ad oggi autonoma, sicché il tuo contributo è servito ad integrare le spese per l'affitto. Cass. ord. n. 26594/19 del 18.10.2019. Ora però che state per affrontare il divorzio si stanno profilando una serie di problemi. Lei vorrebbe chiederti di più. Ha infatti intenzione di tornare a vivere dai genitori che stanno in un'altra città in modo da non dover più pagare i canoni di locazione che - a suo dire - assorbono gran parte dello stipendio. Perciò ha anche deciso di dimettersi dal lavoro. Può farlo? La rinuncia al proprio posto è, a tuo avviso, una scelta volontaria che non può influire sull'assegno divorzile. Così ti rivolgi al tuo avvocato e gli chiedi: se l'ex moglie si licenzia va mantenuta? Se decide di abbandonare il lavoro per andare a vivere dai suoi genitori ha diritto all'assegno di divorzio? Il professionista al quale ti sei rivolto conoscerà certo la giurisprudenza che si è formata, su tale materia, in tutti questi anni e, in particolare, l'ordinanza della Cassazione dello scorso 18 ottobre. Ti risponderà pertanto pressappoco così. Indice * 1 Quando spetta l'assegno di divorzio * 2 Quando non spetta l'assegno di divorzio * 3 Se la moglie si dimette va mantenuta? Quando spetta l'assegno di divorzio La Cassazione ha cambiato, negli ultimi tre anni, il proprio orientamento in materia di assegno di divorzio. Questo contributo va erogato solo all'ex coniuge meritevole. Per "meritevole" si intendono una serie di situazioni che possiamo così sintetizzare (ci riferiremo alla moglie solo perché, statisticamente, è colei che più spesso accampa tale diritto): * moglie anziana o con più di 50 anni che non ha mai lavorato ed è tagliata ormai fuori dal mercato del lavoro; * moglie con problemi di salute o di disabilità che, a causa delle proprie condizioni fisiche, non può lavorare e rendersi autonoma; * moglie disoccupata non per propria colpa in quanto vive in un luogo ove c'è una forte crisi occupazionale e che, comunque, ha dato prova di aver fatto di tutto per cercare un posto (iscrizione nelle liste di collocamento, partecipazione a concorsi pubblici, invio di curriculum e di richieste di assunzioni, ecc.); * moglie che si è dedicata alla casa e ai figli, con il consenso dell'ex marito, perciò rinunciando alla carriera e contribuendo indirettamente all'arricchimento della famiglia e del coniuge. Quando non spetta l'assegno di divorzio Al contrario, l'assegno di divorzio non spetta in situazioni come le seguenti: * matrimonio lampo che non ha creato alcuna aspettativa in merito a un regime economico più elevato; * moglie giovane e ancora capace di lavorare; * moglie con una occupazione che le consente di rendersi autonoma economicamente; * moglie che non ha mai voluto lavorare per propria scelta; * moglie disoccupata, ma con una formazione scolastica e post-scolastica, ancora in età per cercare lavoro. Leggi Assegno di mantenimento alla moglie lavoratrice. Se la moglie si dimette va mantenuta? Da quanto sinora detto puoi già intuire qual è la soluzione al problema che ti sei posto. Se l'ex moglie si dimette dal lavoro senza valide ragioni non può poi chiedere l'aumento dell'assegno di mantenimento. La Cassazione lo ha già detto altre volte e, di recente, ha ripetuto il medesimo concetto.