Separazione fittizia: rischi

Separazione fittizia: rischi Come difendersi? Niente revocatoria sui patti di separazione se la crisi fra coniugi inizia prima di quella col creditore. Tu e tuo marito siete sposati ormai da diversi anni in comunione dei beni. Di recente, però, avete deciso di separarvi. I problemi di comunicazione che già c'erano tra di voi, e che vi avevano portato a un progressivo allontanamento, si sono acutizzati per via delle difficoltà economiche sopravvenute a seguito della crisi dell'azienda di tuo marito. Ora, sopraffatto dai creditori, lui ha deciso di lasciarti la proprietà della sua casa in cambio di una rinuncia, da parte tua, all'assegno di mantenimento. In questo modo potrai mantenerti dando l'appartamento in affitto o vivendoci in prima persona. Dopo aver agito in questo modo e quindi aver concluso la separazione consensuale, uno dei creditori vi notifica un atto di citazione: a suo avviso la separazione è fasulla, preordinata solo allo scopo di sottrarre dei beni al pignoramento. Come puoi contrastare un'accusa del genere? Come dimostrare che il matrimonio è finito non per frodare i creditori ma perché la convivenza è divenuta intollerabile? Quali sono i rischi di una separazione fittizia e come difendersi? La questione è stata affrontata dalla Cassazione con una ordinanza pubblicata proprio questa mattina. Vediamo qual è stato l'orientamento dei giudici supremi. Finta separazione: rischi Molte coppie si separano per finta: procedono cioè a una separazione consensuale per ottenere benefici di vario tipo come ad esempio, previo cambio di residenza, lo "sdoppiamento" dell'Isee. In tal modo il reddito dei due non si somma, non essendo più entrambi nello stesso stato di famiglia, ed è possibile accedere a prestazioni socioassistenziali cui altrimenti non si avrebbe diritto (pensa all'assegno sociale per i poveri). Un'ipotesi di questo tipo però costituisce reato di percezione di contributi statali non dovuta, quando non addirittura di frode ai danni dello Stato o dell'Inps. Altre volte la separazione fittizia viene eseguita per cambiare intestazione ai beni immobili e trasferirli in capo al coniuge che non ha debiti. Questo comportamento però, se commesso ai danni di Agenzia Entrate Riscossione, integra il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento dell'imposta (solo se la morosità si riferisce all'Irpef o all'Iva e il valore delle tasse non pagate è superiore a 50mila euro). Se invece il creditore è un soggetto privato (una banca, una finanziaria, ecc.) si rischia un'azione civile detta revocatoria. Questa mira a dichiarare inefficace la separazione nei confronti del creditore e può essere esperita entro massimo 5 anni dalla separazione. In questo caso l'effetto è che la casa, che viene trasferita in capo al coniuge non debitore, può essere ugualmente pignorata dal creditore. Maggiori dettagli nell'articolo: Finta separazione: vantaggi e svantaggi oppure nella guida Finta separazione consensuale. Fra l'altro a dichiarare una residenza non vera al Comune si rischia un'incriminazione per il reato di falso in atto pubblico. Separazione fittizia: come difendersi La Cassazione preliminarmente ricorda che, in caso di separazione consensuale, il creditore che vuol dimostrare lo scopo fraudolento dei coniugi ed esercitare quindi l'azione revocatoria deve, ad esempio, dare prova che marito e moglie continuano a vivere di fatto sotto lo stesso tetto nonostante il cambio di residenza, ossia che la comunione familiare non è venuta affatto meno. Per difendersi, i coniugi dovranno dar prova che la crisi familiare è iniziata prima dei debiti e che, quindi, manca l'intento fraudolento. Un altro modo per difendersi da un'accusa di questo tipo è il seguente. Se, insieme al trasferimento della casa, il marito versa all'ex moglie un mantenimento, l'atto di intestazione dell'immobile non può essere considerato una donazione. Ciò impone al creditore - stando alle norme sull'azione revocatoria - di provare un ulteriore elemento: che la moglie, beneficiaria della casa, era al corrente dei debiti del marito. Il che rende ancora più improbabile il successo della dichiarazione di inefficacia della separazione.