La testimonianza in un processo. Cosa comporta essere chiamati in aula come testimoni? Ci si può rifiutare? Che cosa si deve fare? C’è un rimborso spese?

  In un processo, civile o penale che sia, ci si augura sempre che ci sia un solo vincitore: la verità. Ciascuna delle parti porta in aula la sua, per quanto una sia diversa dall'altra. Ma come si fa a convincere un giudice di quale delle due verità sia quella vera? L'unico modo di dimostrare le proprie ragioni è quello di mettere sul tavolo delle prove. Tra queste, la più utilizzata - perché spesso è la più importante, è la testimonianza. Può rivelarsi decisivo quando la documentazione scritta non è sufficiente a supportare una causa. Ecco, allora, che la testimonianza in un processo gioca un ruolo decisivo. Immagina, ad esempio, di dover fare una causa per omicidio stradale dopo un incidente in cui ha perso la vita una persona che viaggiava in auto con te: avere un tribunale una persona che racconti come sono andati i fatti è la prova più determinante. Purtroppo o per fortuna, però, raramente si ha esperienza in un processo penale o civile che sia. Quindi, quando arriva il momento, ci si chiede chi può presentare una testimonianza, che cosa si può o non si può dire in tribunale, qual è il reale valore del racconto di un testimone in aula. Così come ci si chiede che cosa rischia chi modifica la verità a proprio piacimento e presenta davanti ad un giudice una falsa testimonianza, magari cambiando solo delle sfumature o tacendo dei particolari che, se rivelati, possono giovare alla controparte. Altro aspetto da non sottovalutare è l'obbligo di presentare testimonianza in un processo. Se tu dovessi ricevere una citazione per partecipare ad una causa come testimone, ti puoi rifiutare o sei tenuto ad andare in tribunale? Diamo una risposta a queste e ad altre domande sulla testimonianza in un processo. Indice * 1 Testimonianza: che cos'è? * 2 Chi può testimoniare in un processo? * 3 Chi chiama a testimoniare una persona in un processo? * 4 Posso rifiutarmi di testimoniare in un processo? * 5 Testimonianza: come si fa? * 6 Testimonianza: qual è il suo valore? * 7 Falsa testimonianza: che cos'è e cosa si rischia? * 8 Il testimone ha diritto ad un rimborso spese? Testimonianza: che cos'è? La testimonianza in un processo (penale o civile) è uno dei mezzi di prova accettati a sostegno delle tesi portate in tribunale dalle parti. Viene resta dal testimone (detto anche teste). Si tratta di una persona non legata alle parti in causa che viene chiamata a riferire in aula i fatti di cui è a conoscenza. Ad esempio, nel caso dell'incidente stradale citato prima, il testimone può essere una persona che passava per caso sul luogo del sinistro, che ha visto la dinamica dei fatti e che, quindi, può descrivere al giudice come sono andate le cose. In questo modo, la testimonianza si rivela una prova di ciò che una delle parti sostiene e dei fatti sui quali basa le sue richieste. Se il racconto del testimone è abbastanza convincente e non riporta delle contraddizioni, potrebbe essere sufficiente per contrastare altre prove e, quindi, per vincere la causa. Purché, però, parli di fatti di cui è venuto a conoscenza diretta e non per sentito dire. Nell'esempio dell'incidente stradale, deve trattarsi di una persona che ha visto com'è successo e non di qualcuno a cui sono stati raccontati i fatti da qualcuno. In questo caso, nel caso la testimonianza venisse presa in considerazione, apporterebbe al processo un indizio e non una prova. Chi può testimoniare in un processo? Possono presentare testimonianza in un processo le persone che siano terze rispetto alle parti in causa e che non siano coinvolte nel giudizio. Nel processo penale (ma non in quello civile) la vittima può essere testimone di sé stesso. Non così l'accusato. Ad esempio, se fai causa per aver subìto una rapina, le tue parole davanti al giudice possono essere raccolte come testimonianza ma non quelle del rapinatore. Possono anche essere chiamati come testimoni il coniuge, i genitori, i fratelli o altri parenti di qualsiasi grado, così come il dipendente di un'azienda sia per testimoniare a favore o contro il datore (anche se quest'ultimo caso raramente viene accettato). Non può presentare testimonianza in un processo chi ha un interesse nel risultato della causa, cioè chi potrebbe partecipare al giudizio nella parte di chi lo ha citato come testimone. Chi chiama a testimoniare una persona in un processo? Chi è materialmente la persona che ti può inviare a casa una busta con una citazione in tribunale per portare la tua testimonianza in un processo? Verrai convocato dall'avvocato di una delle parti in causa. Spetta a lui, infatti, scegliere le prove da presentare al giudice e, tra queste, anche i testimoni da ascoltare in aula. Sarà il legale, pertanto, a consegnare al giudice entro i termini previsti dai codici di procedura penale o civile (a seconda della natura della causa) i nomi dei testimoni citati. Ma vengono sentite tutte le persone segnalate dagli avvocati? Non è detto. Un difensore, ad esempio, può predisporre un elenco di 5-6 testimone ma il giudice ha la facoltà di decidere che soltanto 2 verranno ascoltate in aula per motivi di tempo o di opportunità. A quel punto, l'avvocato invia a quelle 2 persone (di norma per raccomandata o Pec o tramite un ufficiale giudiziario) la citazione per prestare la testimonianza al processo. Il testimone deve essere convocato almeno 7 giorni prima dell'udienza. Posso rifiutarmi di testimoniare in un processo? Se vieni convocato in tribunale per presentare testimonianza in un processo meglio che annulli tutti gli impegni presi in precedenza per quel giorno e a quell'ora. La legge ti obbliga ad assistere all'udienza e a rispondere alle domande che ti verranno poste dal giudice e, eventualmente, dagli avvocati delle parti. Per questo motivo, se, ad esempio, se un lavoratore dipendente dovrai informare l'azienda della citazione ricevuta. Una volta che avrai testimoniato, il cancelliere ti consegnerà il certificato per giustificare la tua assenza al lavoro. Il fatto di non essere in grado di muoverti da solo o di abitare in una città diversa da quella in cui si svolge l'udienza potrebbe non bastare come giustificato motivo per non presentarti in tribunale. Nel primo caso, infatti, cioè quello delle persone che non riescono a deambulare, la testimonianza può essere raccolta a domicilio. Mentre se vivi in un luogo lontano da quello in cui si tiene il processo e non puoi recarti in aula, il giudice può ammettere la prova delegata con in carico al tribunale del posto in cui ti trovi. Se non ti presenti a testimoniare senza un valido motivo rischi grosso. Il giudice può rimandare la tua testimonianza ad un'altra udienza oppure può inviare le forze dell'ordine a prelevarti per portarti in tribunale, oltre e comminarti una multa da 100 a 1.000 euro. Testimonianza: come si fa? La persona che entra in aula o nell'ufficio del giudice a rendere la sua testimonianza orale in un processo viene, innanzitutto, identificato grazie ad un documento di identità, dopodiché deve precisare se ha alcun tipo di legame con le parti in causa (ad esempio se è un parente, un amico, un collega di lavoro, ecc.). Il testimone deve prestare giuramento, certo, ma senza essere obbligato ad alzare la mano destra e a pronunciare il rito reso famoso dai telefilm. Dovrà limitarsi a leggere a voce alta una formula prestabilita che dice: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto e a mia conoscenza". Infine, dovrà rispondere alle domande poste dal giudice ed a quelle che, eventualmente, saranno fatte dagli avvocati delle parti, se ritenessero necessario approfondire qualche concetto. Ciò che dirà finirà a verbale. Nel caso si trattasse di un uno straniero che non conosce perfettamente l'italiano, il testimone avrebbe diritto all'assistenza di un interprete. Tuttavia, la testimonianza in un processo può essere resa anche per iscritto. Le parti possono accordare di inviare le domande al testimone per raccomandata chiedendogli di rispondere. Se il teste vuole avvalersi della facoltà di non rispondere, deve comunque compilare il modello che gli è stato inviato segnalando le sue generalità ed il motivo per cui intende astenersi dal rispondere alle domande formulate. Ignorare questa richiesta è come non presentarsi a testimoniare ad un'udienza: non spedire o non consegnare le risposte scritte entro i termini stabiliti può comportare una multa tra 10 e 1.000 euro. Testimonianza: qual è il suo valore? Ti chiederai: se le due parti di un processo presentano i propri testimoni e questi offrono delle versioni diverse di un episodio, come si fa a capire chi sta dicendo la verità e chi cerca di favorire la parte che lo ha chiamato a testimoniare? In altre parole, qual è il valore di una testimonianza? Bisogna partire dal presupposto che qualcuno cercherà in un processo di condizionare il giudice per portare acqua al proprio mulino? C'è da dire che il giudice può ritenere un racconto poco credibile sia perché pensa che l'avvocato che ha citato il testimone può averlo condizionato a dire certe cose e a tacere altre sia perché lo stesso testimone può essere tradito dalla memoria o da ciò che ha creduto di vedere o di sentire. Il magistrato, dunque, valuta caso per caso. Ma se un testimone oculare che non va mai in contraddizione espone i fatti con assoluta chiarezza e determinazione, è facile che venga tenuto in seria considerazione e che, addirittura, la sua versione risulti più attendibile rispetto a quella di tanti altri testimoni della controparte. Falsa testimonianza: che cos'è e cosa si rischia? Può succedere che qualcuno, per un motivo o per un altro, "costruisca" una testimonianza in un processo ritoccando la verità in modo da favorire una delle parti in causa. Nel caso in cui il giudice se ne accorga (ed a lui non ci vuole molto per rendersi conto di quando uno sta mentendo e quando è sincero), questa persona può essere accusata di falsa testimonianza, un reato punito con la reclusione a 2 a 6 anni [1]. Il testimone ha diritto ad un rimborso spese? Va bene che ti tocca recarti obbligatoriamente in tribunale se vieni citato come testimone. E va bene che, se riesci, devi anche spostarti in un'altra città per rilasciare la tua testimonianza in un processo. Ma sei costretto anche a pagare di tasca tua per rispettare un obbligo di legge oppure hai diritto ad un rimborso spese? Qualcosa ti viene riconosciuto. Ma se pensi che, per arrotondare, puoi fare il testimone come secondo mestiere ti sbagli di grosso. Se l'udienza si tiene nello stesso Comune in cui abiti, hai diritto ad un'indennità di 0,36 euro al giorno. Se, invece, si tiene in un luogo ad almeno 2,5 km, puoi chiedere il rimborso delle spese di viaggio sui mezzi pubblici. Niente business class, però: biglietto di seconda classe andata e ritorno. E se ti devi muovere in aereo, per avere il rimborso devi ottenere prima un'autorizzazione del giudice. A questo rimborso si aggiunge un'indennità di 0,72 euro per ogni giornata di viaggio e di 1,29 euro al giorno se ti devi fermare per più giorni. Per ottenere indennità e rimborsi devi presentare domanda entro 100 giorni dalla testimonianza direttamente al cancelliere del giudice davanti al quale ti sei recato, allegando a supporto tutti i documenti necessari (intimazione a comparire notificata, biglietti di viaggio, attestazione di partecipazione all'udienza ecc.).